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  CONTRO COPERNICO

   [CD_2003]

 

musica e parole:

 Dado Bargioni

 

 

 L'ASSAGGIO

   [EP_2009]

 

musica e parole:

 Dado Bargioni

eccetto * Lennon/McCartney

01. Delusioni
02. Contro Copernico
03. Piccolo Io
04. DireFare
05. Epicureo Confesso
06. Texas-Paris
07. The Mob
08. La Perla
09. Giù la Maschera
10. Vendo l'Anima
11. Il Camaleonte
12. Nora
13. Musica per Viaggiare

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"Succede, a volte, di provare istintiva simpatia per un artista al primo ascolto: può capitare anche questo accostandosi a "Contro Copernico" del piemontese Dado Bargioni, classe 1970, cantautore, chitarrista e musicoterapeuta, con una lunga preparazione artistica alle spalle e un buon successo in varie manifestazioni in tutta Italia. E' alla sua prima uscita con un lavoro che merita davvero, un disco pervaso da atmosfere funky e da sonorità anglosassoni vagamente accostabili al pop, ma in cui sono rigorosamente italiani, lo stile cantautorale e l'originalità delle immagini evocate dai testi, che conferiscono al lavoro, un'ambientazione luminosa, anzi, decisamente solare.
Musica e parole sembrano state create in contemporanea, ognuno dei due elementi in funzione dell'altro senza sbavatura alcuna e in fusione totale. Notevole è l'abilità nel destreggiarsi tra le parole, che talvolta corrono veloci come scioglilingua, tra dita che si muovono sapientemente sulle corde degli strumenti...


... La validità di questo lavoro sta anche e soprattutto nella sua originalità e nella positività che riesce ad infondere nell'ascoltatore, col potere di farlo davvero viaggiare fra le note."

di Roberta Genovesi

                     da "L'isola che non c'era"

                                     [febbraio 2004]

 

01. Una Manciata di Minuti
02. Lucifer
03. Pioggia sulle Formiche
04. Still in Line
05. All You Need is Love*

 

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"Per recensire questo Ep del cantautore alessandrino Dado Bargioni, sarebbe bastato prendere in mano la sola cover dove vi sono raffigurati dei quadratoni di cioccolato fondente, per capire all’istante il buono che vi si cela dentro; non è un complimento tanto per dire, e pur senza arrivare all’esagerazione che “il cibo degli dei” potrebbe strappare scalibratamente tra le righe, non possiamo che inchinarci di fronte alla professionalità di Bargioni, un cantautore dallo stile easy-esistenziale che si mette a cavalcioni tra il fascino discreto del confidenziale e il suggerimento di come star bene senza rivoluzionare astrusamente la musica, ponendosi comunque a debita distanza, e lo si recepisce, da un mondo musicale che ha fatto della superficialità la sua religione.
“L’assaggio” è il succulento preview dell’album vero che verrà da qui a poco, un cinque takes di un songwriting maturo, ponderato, ma nel medesimo istante fresco e attuale, di chi attraversa la vita mantenendo la cristallinità di un ragazzo; e se le tendenze sono cose che si abbordano per cercare a tutti i costi l’abbraccio fittizio della maggioranza, l’artista Bargioni ne esce fuori a testa alta, non mira al facile tiro, ma prosegue nel suo linguaggio caldo, colto e fisico, un poetical clubbing da assorbire con tutta tranquillità tra un caffè e un preludio di sole mattutino.
Nell’accostamento venale dello stile si può grassettare una linea “parentale” della lezione cantautorale vicina a Silvestri, Concato, qualcosa del funky-mediterranèe alla Pino Daniele (Lucifer), ma con autonomia d’identità originale, rigorosamente self-made. Si parlava di easy listening, per dare il connotato giusto alla musica che circola in questo “L’assaggio”; ed ecco allora il soft-shuffle raffinato e dinoccolato (Una manciata di minuti), la presa country-dreamers (Pioggia sulle formiche) rassicurante e meditativa, acustica nei mantici di fisarmonica e armonica. Per mezzi e tecnica, questo Ep non ha nulla da invidiare a prodotti ben più griffati, e se poi si va ad incontrare l’urban-pop evanescente, molto newyorkese de “Still in line” e la personalissima versione crooner della Beatlesiana “All you need is love”, si rimane tutti d’accordo a definire questo “ottimo aperitivo prima del pasto completo” praticamente perfetto nel suo genere.
In tutti i cinque brani si nota l’esuberante e tenera comunicativa di un nuovo cantautore, che, per il momento, senza ancora aver attraversato nemmeno un centimetro della storia della musica cantautorale italiana, arriva già da noi con l’intatta bellezza degli eroi."

di Massimo Sannella

da "Mescalina.it"

[aprile 2009]